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La Rabbia – di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Guareschi

Lumpen presenta
in collaborazione con
Comune di Palermo
Assessorato alla Cultura
Tipografia dell’Università
Cre.Zi.Plus

VENERDÌ 16 novembre 2018 ORE 21 CINEMA DE SETA
(Cantieri culturali alla Zisa – Via Paolo Gili,4 – Palermo)

Il Cinema ritrovato a Palermo
stagione 2018/2019
direzione artistica Franco Maresco

Titolo Originale: La Rabbia
Regia: Pier Paolo Pasolini, Giovanni Guareschi
Genere: Documentario
Nazione: Italia
Anno: 1963
Durata: 100′
Montaggio: Nino Baragli, Mario Serandrei, Pier Paolo Pasolini, Giacinto Solito
Soggetto Originale: Pier Paolo Pasolini, Giovanni Guareschi

Nasce tutto dalla volontà di unire due modi di pensare, apparentemente forti, ma opposti in una sorta di incontro/scontro cinematografico e filosofico. In palio ci sono due visioni del mondo, polarizzate. Uno, ereticamente di destra, che però si è fatto il carcere per aver diffamato De Gasperi e in tempo di guerra ha disertato la Repubblica di Salò. L’altro ereticamente di sinistra, espulso dal Pci per motivi morali, intellettuale poliedrico, traduttore di Eschilo e Sofocle che ha scoperto il cinema a 40 anni girando il cuore delle borgate, sentendosi parte della borgata, rompendo la barriera tra ciò che è conformista e ciò che non lo è. Pier Paolo Pasolini e Giovannino Guareschi, due figure apparentemente disposte su fronti contrastanti ma unite, in realtà, da una serie di perplessità, manifestate in maniera più incisiva attraverso l’arte, sull’evoluzione che il capitalismo (o più genericamente, la modernità) ha impresso nella società italiana all’inizio degli anni Sessanta.
Il fulcro è il montaggio di immagini di repertorio, tratte da cinegiornali dell’epoca (con titoli altisonanti come Il Mondo Libero), dipinti e scene di vita quotidiana, il tutto scandito dalla lettura di poesie o recita di editoriali. Il prodotto è un documentario in due atti (uno a testa), per volontà del produttore Gastone Ferranti, dal titolo La Rabbia. Rimane in circolazione poco tempo, diventando però un’interessante fonte antropologica attraverso cui sondare gli umori, i gusti, i comportamenti e le tendenze politico-culturali di un mondo, quello occidentale, del quale vengono ritratte le lenti che per decenni ne hanno messo a fuoco i confini, almeno per quel che riguarda il contesto: la cultura comunista e quella cattolica, dimensioni che hanno originato gli schemi interpretativi della realtà, costruito narrazioni e garantito speranza.
 
 
C’è una frase di Mario Soldati, che diceva: “Il cinematografo talvolta è arte, ma è sempre industria”. Secondo il filosofo Edgar Morin l’industria, oltre a fornire emozioni preconfezionate, trasforma gli archetipi in stereotipi. Il fulcro del cinema, secondo Morin, è un atteggiamento ambivalente tra la creatività individuale dell’artista (registi, attori…) e le esigenze dell’industria. La chiama “La Fabbrica dei Sogni”.

 

Versione completamente restaurata da negativo originale dalla Cineteca di Bologna, con le sequenze inedite a colori dei dipinti di Renato Guttuso. Partendo da posizioni del tutto divergenti, Pier Paolo Pasolini e Giovanni Guareschi hanno tentato di dare risposta, attraverso un film di montaggio, a uno dei quesiti più importanti sull’esistenza umana: perché le nostre vite sono segnate dal malcontento e dalla paura? Pasolini trova il motivo nelle azioni efferate compiute dalla società occidentale, come il colonialismo, mentre Guareschi cerca di difendere la società occidentale con le sue manovre nelle quali vede una speranza per il futuro.

Ristoro pre-proiezione
A partire dalle 19.00 aperi-cinema alla Social Kitchen di Cre.Zi. Plus. (Pad. 10 dei Cantieri Culturali, alle spalle del Cinema De Seta). Compreso nel costo del biglietto della proiezione un buon piatto aperitivo!
http://www.creziplus.it/

Info
www.associazionelumpen.com

Trailer
https://www.youtube.com/watch?v=ROA2WI0-sgQ

ingresso 5 euro

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