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IO E ANNIE di Woody Allen – Nuova edizione restaurata

LUMPEN – Il Cinema in testa
 
in collaborazione con
in collaborazione con
Cineteca di Bologna
Il Cinema Ritrovato
Comune di Palermo
Assessorato alla Cultura
Tipografia dell’Università – Palermo
presenta
 
Il Cinema ritrovato a Palermo 2017/18
Direzione artistica Franco Maresco
 
VENERDI’ 11 MAGGIO 2018  ORE 21 CINEMA DE SETA
(Cantieri Culturali alla Zisa – Via Paolo Gili,4 Palermo)
 
IO E ANNIE di Woody Allen –
(Annie Hall, USA/1977) di Woody Allen
 
Film in lingua originale con sottotitoli
introduce il film
Franco Maresco
 
estratto
https://www.youtube.com/watch?v=fU4vSdZi3rQ
 
ingresso 5 euro
biglietti online billetto.it
biglietteria cinema De Seta dalle ore 20.30
parcheggio gratuito
 
associazionelumpen@gmail.com
www.associazionelumpen.com
 
 
 
Un film splendidamente divertente e irrimediabilmente malinconico, un miracolo di scrittura comica e di ispirazione cinematografica
(Peter Bradshaw)
 
IO E ANNIE di Woody Allen – Edizione restaurata
(Annie Hall, USA/1977) di Woody Allen
 
Regia: Woody Allen. Soggetto e sceneggiatura: Woody Allen, Marshall Brickman. Fotografia: Gordon Willis. Montaggio: Ralph Rosenblum. Scenografia: Mel Bourne. Interpreti: Woody Allen (Alvy Singer), Diane Keaton (Annie Hall), Tony Roberts (Rob), Carol Kane (Allison), Paul Simon (Tony Lacey), Shelley Duvall (Pam), Janet Margolin (Robin), Colleen Dewhurst (mamma Hall), Christopher Walken (Duane Hall). Produzione: Charles H. Joffe, Jack Rollins. Durata: 93’
 
Un punto di svolta, una rivoluzione comica, una disintegrazione romantica. Woody Allen, come Chaplin, scopre il proprio talento nel padroneggiare il riso e il pathos. La sincopata storia d’amore tra Alvy e Annie scompagina ogni ordito narrativo (negli anni la critica parlerà di Ionesco, di Brecht e di Groucho), sullo sfondo di ‘cartoline newyorkesi degli anni Settanta’ che oggi stringono e fanno bene al cuore: glamour femminile fatto di larghi pantaloni, fragilità eccentrica e dipendenza farmacologica, i palcoscenici off del Village, Marshall MacLuhan in fila al cinema. Seems like old times: nel ricordo i due si baciano contro lo skyline visto dal Franklin Delano Roosevelt Drive, e comincia ufficialmente l’era Woody Allen, everyman senza uguali della commedia cinematografica moderna.
 
Nel 1978 Annie Hall vince quattro Oscar : miglior film, regia, sceneggiatura e attrice protagonista . Woody Allen non lascia New York e non va a Hollywood a ritirare il suo premio, ma fa sapere che “il film è il risultato di tutto ciò chenella mia vita e nel cinema rappresenta Diane Keat on “. L’autobiografia è trasparente e autorizza la chiamata in causa dello spettatore: nell’immagine d’apertura , Woody Allen guarda negli occhi il pubblico e comincia a parlare di sé. L’interpellazione diretta tornerà più e più volte, talora producendo climax comici; l’idea di infrangere l’ordito classico della narrazione viene ad Allen da Passione di Bergman (fonti accreditate anche lonesco e Pirandello, le tecniche di straniamento brechtiano e Groucho in Horse Feathers ). L’impatto di Annie Hall, messa in opera di una disintegrazione romantica e conseguente disintegrazione linguistica, fu assai vasto e andò a modellare un certo gusto dei tempi, un glamour femminile fatto di cappelli, cravattine, seducente insicurezza, interloquire svagato e lieve dipendenza farmacolog ica . Se Annie Hall è musa e genius foci (il focus , naturalmente, è New York), l’ego del nostro eroe non rinuncia al centro della scena. Alvy Singer specula, interpreta, interroga se stesso e il mondo, soprattutto elegge la memoria a privilegiato playground : una memoria di sé che gli si offre orizzontale, variegata, percorribile in ogni direzione, giocosamente o malinconicamente combinatoria. D’altra parte per Alvy Singer, ebreo, intellettuale, umorista, ipocondriaco, moralista newyorkese fisicamente allergico alla fatua amoralità californiana, la memoria non può non essere un punto nodale: vede e rivede il documentario sull’Olocausto// dolore e la pietà, e alla fine della storia con Annie conclude che è stato bello anche solo averla incontrata, se comunque restano i ricordi, proustiani ‘istanti perduti nel tempo’ che vediamo scorrere mentre la voce di Diane Keaton sussurra Seems like o/d times e per un attimo il montaggio depura la vita da ogni scoria, da ogni gesto sbagliato o tempo morto. Alvy e Annie si baciano contro lo skyline di Manhattan visto dal Franklin Delano Roosevelt Drive: comincia ufficialmente l’era Woody Allen, everyman senza uguali della commedia cinematografica moderna.
(Paola Cristalli)
per conoscere il film
http://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/io-e-annie

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