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Schermata 2019-02-01 alle 00.32.40
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08.02.19 Hollywood party di Blake Edwards

Lumpen presenta
in collaborazione con
Comune di Palermo
Assessorato alla Cultura
Park Circus
Cre.Zi.Plus
Tipografia dell’Università

Il Cinema ritrovato a Palermo 2019
direzione artistica Franco Maresco

VENERDI’ 8 FEBBRAIO 2019 ORE 21 CINEMA DE SETA
Cantieri Culturali alla Zisa (via Paolo Gili,4)
ingresso 5 euro

HOLLYWOOD PARTY (The Party)
USA/98 Min
Annno 1968
di Blake Edwards

RESTAURO 4K

La Rassegna “Il Cinema ritrovato a Palermo 2019” curata dall’associazione Lumpen (direzione artistica  Franco Maresco) continua, venerdi 8 febbraio al cinema De Seta (ore 21),con un cult manifesto delgli anni  ’60 Hollywood Party (The Party) di Blacke Edwards. Con una delle pìu folgoranti interpretazioni del genio comico Peter Sellers, Il film è forse il punto più alto raggiunto dalla coppia Edwards/Sellers dove a ogni gag se ne sovrappone un’altra in un crescendo di comicità, ad un ritmo rallentato e inesorabile. Sberleffo estremo verso il mondo di Hollywood e manifesto anarco-pop senza freni.

Chi conosce un po’ la storia del cinema americano sa che Hollywood è stata, per decenni, considerata dal pubblico di tutto il mondo la ” fabbrica dei sogni “, mentre i i registi la consideravano il luogo ideale per realizzare film ( si pensi ai tanti registi che tra gli anni Venti e Trenta arrivarono a Hollywood dall’Europa, per esempio Lubitsch , Hitchcock o, più recentemente, Milos Forman ). Ma oltre che luogo di meraviglie dove sono nati capolavori immortali, Hollywood fu anche luogo di terrore, di vite spezzate, di ingiustizia e dolore per centinaia, miglia di artisti. La lista delle star abbandonate al loro destino ( cioè all’alcol e alle droghe ) quando il pubblico se ne disamorava è senza fine, e tanti film hanno raccontato quei drammi negli anni, subendo a loro volta boicottaggi e censure. Il maccartismo rimane una delle pagine più vergognose della storia americana, e i ragazzi di oggi ( e gli adulti ) farebbero cosa buona e giusta vedendo film come L’Invasione degli Ultracorpi, angosciante metafora dell’America degli anni Cinquanta firmata da Don Siegel , oppure il Prestanome interpretato da un ottimo Woody Allen e diretto dal veterano Martin Ritt, uno che la caccia alle streghe l’aveva vissuta in prima persona. Eppure, malgrado tutto, Hollywood ha incarnato un paradosso, una masochistica contraddizione consistente nel fatto che mentre sorvegliava e puniva nello stesso tempo permetteva la nascita di opere che la mettevano sotto accusa, denunciandone la crudeltà e la tirannia. L’esempio classico è Viale del Tramonto ( 1950 ), capolavoro inarrivabile di Billy Wilder, film di una audacia e potenza morale che ancora oggi lascia a bocca aperta. E prima c’era stato Orson Welles col suo Quarto Potere ( 1941 ), a cui Hollywood consentì una libertà assoluta della quale si penti alla velocità della luce, ma anche vendicandosi col suo geniale autore boicottandolo per il resto della sua vita. Alla fine degli anni Cinquanta lo sceneggiatore e scrittore Kenneth Anger pubblicherà Hollywood Babilonia, un libro che racconta l’altra faccia della ” fabbrica dei sogni ” con una spietatezza senza precedenti. Negli anni Sessanta tutto cambierà, l’America bianca e nera comincerà a rivoltarsi contro il potere lasciando sulle strade e nelle piazze fiumi di sangue, ma indietro non si sarebbe tornati. Anche il cinema americano nel frattempo sta cambiando grazie a una nuova generazione di autori ( Penn, Altman, Mulligan, Cassavetes, Coppola ) che leggono la realtà di quegli anni con una libertà inedita, demolendo miti e valori imbalsamati lavando i panni sporchi davanti al mondo intero. Vietnam e conquista del West inclusi. Nel 1968 la MGM porterà nelle sale di tutto il mondo Hollywood Party ( The Party ), una delle commedie più esilaranti di sempre firmata da Blake Edwards, raffinatissimo regista che alle spalle aveva successi come Colazione da Tiffany, I Giorni del Vino e delle Rose, e la Pantera Rosa. Hollywood Party è una presa per il culo della Hollywood tradizionale, ma senza drammi sottintesi, attraversato dall’inizio alla fine da una leggerezza e uno spirito anarchico in sintonia con quegli anni, dove Blake Edwards fa rivivere, appunto, l’anarchia dei film di Mack Sennett e Buster Keaton. Peter Sellers nei panni di una comparsa che si ritrova per equivoco in un party organizzato da un ricco produttore, dove porta il caos più assurdo ( e liberatorio ), è di una bravura mostruosa, così come tutti gli altri attori, dal primo all’ultimo figurante. Nel 1981 Blake Edwards tornerà ancora una volta a parlare di Hollywood con S.O.B., da molti cinefili considerato il suo capolavoro, ma qui su tutto aleggia una malinconia cupa e quasi funerea, uno stato d’animo crepuscolare, sebbene il film sia una satira, feroce come poche altre, del mondo del cinema. S.O.B. è l’ultimo film interpretato da William Holden che, trent’anni prima, aveva indossato i panni dello sceneggiatore gigolò in Viale del Tramonto. Quando si dice il destino.

L’attore indiano Hrundi V. Baksh, assunto come comparsa in un film, si dimostra talmente maldestro da distruggere il set. Viene cacciato ma, per sbaglio, la sera stessa viene invitato a un party nella villa del produttore. Con le sue gaffe a raffica, che provocano disastri, che a loro volta provocano altre gaffe, semina scompiglio dappertutto.

Film doppiato in  italiano

Ristoro pre-proiezione
A partire dalle 19.00 aperi-cinema alla Social Kitchen di Cre.Zi. Plus. (Pad. 10 dei Cantieri Culturali, alle spalle del Cinema De Seta). Compreso nel costo del biglietto della proiezione un buon piatto aperitivo!
http://www.creziplus.it/

Info
www.associazionelumpen.com

restauro
Park Circus

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