LUMPEN, GOETHE-ISTITUT E ISTITUTO FRANCESE PRESENTANO: KOMMUNISTEN di Jean-Marie Straub

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MERCOLEDI’ 11 NOVEMBRE – ORE 21 – CINEMA DE SETA (CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA)

L’associazione culturale Lumpen, in collaborazione con il Goethe Institue e l’Institut Français di Palermo presenta l’ultima fatica di Jean-Marie Straub: KOMMUNISTEN (Francia 2014), distribuito in italia dalla temeraria Boudu/Passepartout. Il film inizia con l’inno della DDR, composto da Hans Eisler. Un verso della seconda strofa – che nonsi sente – potrebbe essere il comune denominatore dei sei blocchi del film: “Alle Welt sich nach
Frieden seht …” – “Tutto il mondo anela alla pace …”
In ogni blocco – Il tempo del disprezzo, (2014), La speranza, da Operai, contadini (2001), Il Popolo, da Troppo presto, Troppo tardi (1982), Le Apuane, da Fortini / Cani (1976), L’utopia comunista, da La morte di Empedocle (1987), Nuovo mondo, da Peccato nero (1989) – la questione di come da un presente (o passato) di guerra, dolore e separazione, si potrebbe andare verso un mondo migliore, nel quale gli esseri umani vivano in comunità pacifica tra di loro ma anche con la natura, si pone in
prospettive differenti. La ferita è antica, il desiderio insoddisfatto di pace anche; Straub ci dà coraggio di riprovare sempre di nuovo. A 81 anni Jean-Marie si propone ancora una volta di stupire e inventare. Non è poca cosa immaginare questo film nella sua portata politica e morale. Non è poca cosa neanche vedere le sfide di realizzazione e l’evidenza dell’invenzione che ci propone. Non è qui per Jean-Marie Straub autocelebrazione in un narcisismo improbabile – tutti sanno come
quel tipo di sentimento gli sia estraneo. Questo non è un testamento, corda troppo facile da agitare
per smuovere un grande regista del ventunesimo secolo.
La sfida che ci/si propone Jean-Marie Straub è d’ordine cinematografico. Tutti i suoi film sono sempre
stati realizzati per blocchi. E questi blocchi si scontrano, i blocchi densi di testo e paesaggi, volti, hanno sempre avuto la necessità di far vedere attraverso questi choc l’invisibile dei sentimenti e della politica. Qui, Jean-Marie Straub pone al suo apice la musicalità dei blocchi, mescolando blocchi di tempo (40 anni separano i diversi elementi utilizzati), blocchi di testo (Malraux, Fortini, Vittorini, Hölderlin) e blocchi di lingue (francese, italiano, tedesco), in modo che da questo scontro emerga la
storia del mondo – sì la Storia – e dallo stesso movimento la speranza politica del suo superamento. Si tratta di un film d’avventura, dell’avventura umana, e di tutta la vita, superata nel finale dalla Natura. Tutto quello che fonda il cinema di Jean-Marie Straub e Daniéle Huillet dopo 50 anni trova in questo
film la sua forma più rinnovatamente brutale.

BIGLIETTO 5 EURO

riduzione 50% soci Institut Français e Goethe-Institut

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