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Lumpen presenta: Monterey Pop di Donn Alan Pennebacker

Lumpen
in collaborazione con

Comune di Palermo
Assessorato alla Cultura
Cre.Zi.Plus
Tipografia dell’Università

VENERDÌ 23 novembre 2018 ORE 21 CINEMA DE SETA
(Cantieri culturali alla Zisa – Via Paolo Gili,4 – Palermo)

Il Cinema ritrovato a Palermo
stagione 2018/2019
direzione artistica Franco Maresco

presenta

MONTEREY POP
di D. A. Pennebacker

Ristoro pre-proiezione
A partire dalle 19.00 aperi-cinema alla Social Kitchen di Cre.Zi. Plus. – Cantiere Cucina Pad. 10 dei Cantieri Culturali, alle spalle del Cinema De Seta). Compreso nel costo del biglietto della proiezione un buon piatto aperitivo!
http://www.creziplus.it/

Ritorna a Palermo Monterey Pop, il leggendario film che nel 1967 inaugurò la felice stagione dei mega raduni rock, la cui apoteosi sarebbe stata l’altrettanto leggendario Woodstock del 1969. Monterey Pop rimane una pagina fondamentale non solo nella storia del rock, ma anche una inestimabile testimonianza del costume e della politica americana in un periodo – gli anni Sessanta – di inquietanti avvenimenti che già da tempo attraversavano la società  USA, a cominciare dalla guerra nel Vietnam, e che erano iniziati con l’omicidio di JFK  al quale, nel 1968, sia aggiungeranno quelli di suo fratello Robert e del reverendo Martin Luther King,  simbolo della lotta non violenta per i diritti degli afroamericani. Non è un caso se Monterey Pop porta la firma di D.A. Pennebacker, uno degli autori indipendenti più attivi nell’America degli anni Sessanta/Settanta, esempio importante di tutta una generazione di registi militanti animati da una passione politica autenticamente democratica e progressista. Il film va visto da tutti, oggi, ma dovrebbero essere soprattutto i più giovani a vederlo per riviver e capire, in meno di due ore, quali furono le ragioni che per una manciata di anni fecero illudere milioni di ragazzi di tutto il mondo che sarebbe stato possibile cambiare sul serio il mondo. E che, soprattutto, lo si poteva fare sotto il segno dell’AMORE e della PACE. Fu una utopia, ovviamente, alla quale però la musica diede un contributo fondamentale, trasmettendo emozioni e sentimenti che ancora oggi lasciano il segno in chi si rifiuta di cedere alla barbarie che, ahinoi, avanza a passi da gigante. Ma a parte queste malinconiche considerazioni, quello che resta nel tempo, immutata, è la grandezza della musica e degli artisti che la suonano e cantano, miti assoluti come Janis Joplin, Simon and Garfunkel,Otis Redding, Jefferson Airplaine, The Who, The Mamas and the Papas, The Animals, The Grateful Dead, Ravi Shankar e via con decine di altre grandi star. La più luminosa delle quali brillò troppo poco in un mondo per il quale non era fatto, ma anche quanto basta per diventare il più grande chitarrista dell’intera storia del rock, il più visionario, il più maledetto, il più incazzato, ma anche il più romantico: Jimy Hendrix. E che altro è il suo leggendario gesto di bruciare la chitarra sul palco di Monterey Pop, se non una estrema dichiarazione d’amore per tutti coloro che non rinunceranno mai al sogno di cambiare il mondo? Il Vangelo dice: chi ha orecchie per intendere, intenda. Amen.

SCHEDA FILM
Questo fu probabilmente il primo film a documentare sistematicamente e favorevolmente un evento rock mostrando di comprendere la musica e il suo significato culturale e segnando così verosimilmente la nascita del rockumentary. Con le esibizioni di gruppi quali The Mamas and the Papas, Canned Heat, Jefferson Airplane, Big Brother and Holding Company, The Animals e The Who, Monterey fu una tre giorni di musica (16-18 giugno 1967) nella cosiddetta Summer of love. Le imitazioni non mancarono (Woodstock, Altamont): proprio grazie al film di Pennebaker gli organizzatori capirono che il connubio tra rock e cinema poteva essere artisticamente e commercialmente felice.

Il film fu girato dallo stesso Pennebaker, che rimase sul palco per tutto il festival, da due operatori (Nicholas Proferes e Jim Desmond) posizionati ai lati del palcoscenico e altri due (Richard Leacock e Roger Murphy) sui tetti prospicienti mentre Barry Feinstein filmava il pubblico e Albert Maysles riprendeva il tutto dalla zona centrale dell’arena. Non sorprende che il risultato ricordi da vicino un celebre film concerto girato un decennio prima, Jazz on A Summer’s Day (proiettato a Il Cinema Ritrovato 2015), cui lo accomuna l’attenzione equamente ripartita tra musicisti e pubblico ma anche la celebrazione della moda e dello stile di una generazione.

Benché Hendrix che incendia la chitarra e un’elettrizzante Joplin in abiti classici, non hippy, siano spesso considerati i momenti chiave del festival e del film, oggi probabilmente a risaltare è l’intensa performance di Shankar e Alla Rakha: un sequenza di diciassette minuti, nella prima metà della quale la macchina da presa indugia esclusivamente sui volti degli spettatori, che in uno stato di alterazione chimica ed emotiva appaiono ipnotizzati dalla magia dei maestri indiani.

Originariamente girato in 16mm, negli anni Settanta il film era già la testimonianza di un’epoca passata, dato che alcuni dei suoi protagonisti – Joplin, Hendrix, Brian Jones e Otis Redding – erano morti, tutti intorno all’età di ventisette anni. Ciò portò Pennebaker a utilizzare il girato originale per realizzare film sulle ‘performance complete’ di Hendrix e Redding.

Ehsan Khoshbakht

Info
www.associazionelumpen.com

Trailer
https://www.youtube.com/watch?v=xNrygTqx0FA

ingresso 5 euro

F.: James Desmond, Barry Feinstein, Richard Leacock, Albert Maysles, Roger Murphy, D.A. Pennebaker, Nicholas Proferes. M.: Nina Schulman. Int.: Scott McKenzie, The Mamas & the Papas, Canned Heat, Simon & Garfunkel, Janis Joplin, Jimi Hendrix, The Who, Otis Redding, Ravi Shankar, The Animals. Prod.: Lou Adler, John Phillips. 79’. Col.

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